mercoledì 13 marzo 2013

Istanti: Una contro mille. 2007. Oded Balilty.



Istanti: Le foto vincitrici del Premio Pulitzer.
Oded Balilty. Una contro mille. 2007.




La conflittualità non era nuova per Oded Balilty, il quale, in due anni come fotografo dell'Associated Press a Gerusalemme, aveva spesso seguito gli scontri tra Israele e Palestinesi.
Il 1 febbraio 2006, nella cittadina cisgiordana di Amona, a poca distanza da Ramallah, la situazione era un po' diversa: gli Israeliani affrontavano altri Israeliani.
I coloni di Amona avevano costruito case sulla terra palestinese e i tribunali d'Israele le avevano dichiarate illegali ordinandone l'evacuazione.
Le forze di sicurezza Israeliane furono incaricate di sovrintendere all'evacuazione.
Lo scontro era certo, i coloni avrebbero opposto resistenza, e Balilty e altri fotografi si trovavano sulla scena per immortalare qualunque cosa accadesse.
Ben presto la situazione divenne caotica. Le forze di sicurezza avanzarono verso l'insediamento mentre i coloni cominciavano a lanciare pietre.




"Vidi la giovane donna esitare un attimo e la fila di agenti avanzare, e non feci altro che afferrare la mia fotocamera", ricordò Balilty in seguito.
La contestatrice solitaria si mise davanti alle forze di sicurezza, ma essi caricarono a testa bassa quel fragile ostacolo.
Balilty scattò la sua fotografia: una giovane con una gonna lunga che da sola cerca di fermare le forze in tenuta antisommossa e armate di manganelli.
Gli agenti la gettarono a terra, la colpirono con i manganelli, la strattonarono per i capelli e proseguirono verso il loro obiettivo.
L'immagine era nella classica tradizione di Davide contro Golia (sebbene in questo caso, qualcuno commentò in seguito, Davide sia stato sconfitto), e fu ampiamente pubblicata in tutto il mondo.
La ragazza della fotografia, che si presentò come Nili, era una quindicenne abitante di Amona.
Definì lo scatto un disonore per Israele perchè mostrava le forze di sicurezza attaccare la popolazione anzichè difenderla.





"Sapevo di avere un ottima immagine", affermò Balilty, "ma non avevo mai pensato al Premio Pulitzer".
Disse che quando gli fu comunicata la notizia della vittoria si era sentito "come se avessi toccato il cielo con un dito". L'immagine scatenò reazioni diverse.
Alcuni sostenevano che il governo israeliano faceva finalmente qualcosa per la questione degli insediamenti; altri credevano che il governo avesse agito con scarsa saggezza e che fosse stato immortalato un uso non necessario della mano pesante contro la comunità.
Balilty commentò a proposito di queste reazioni contraddittorie: "Secondo alcuni la fotografia rifletteva idee di sinistra, per altri era in favore della destra.
E' la bellezza di questo scatto: entrambi le parti pensavano di aver ragione. Gli uni dicevano: Guarda stanno resistendo, gli altri: bene, stanno evacuando i coloni".
Oltre al Pulitzer, lo scatto si aggiudicò molti altri premi internazionali.
Balilty, che è nato a Gerusalemme e ha imparato a fotografare nell'esercito israeliano, ha lavorato per un giornale e un'agenzia di stampa prima di entrare all'Associated Press.
Balilty ha anche fatto parte della squadra di fotografi dell'Associated Press che realizzò il fotoreportage della battaglia tra Israele e Hezbollah in Libano classificandosi secondo al Premio Pulitzer del 2007.