lunedì 5 novembre 2012

Amnesty International: Alza la voce.





"...Ci vorrà molto tempo prima che le conseguenze della primavera si facciano davvero sentire nei paesi arabi... Nonostante ciò sono ottimista, perché non ci arrenderemo."Hedel Hashmin, studentessa egiziana.





Dall’inizio del 2011, milioni di persone sono scesi nelle piazze del Medio Oriente e Nordafrica per chiedere dignità, diritti umani, giustizia, fine dell’oppressione e della discriminazione.

Nelle piazze della “primavera democratica” migliaia di donne hanno preso parola, spesso assumendo la leadership delle proteste. Forza ispiratrice del cambiamento, queste donne hanno sfidato – e continuano a sfidare – vecchi e nuovi regimi repressivi per difendere i diritti umani e promuovere le riforme e l’uguaglianza.

Hanno pagato e stanno pagando a caro prezzo questa loro coraggiosa lotta per i diritti umani.

Nei paesi in cui non c’è stato un cambio di potere, le donne continuano a subire una forte pressione, persino aumentata a causa del loro protagonismo. Tra questi, la Siria, dove tra la popolazione civile, principale vittima del conflitto armato, le attiviste sono prese di mira perché denunciano o perché chiedono notizie dei familiari in carcere o scomparsi dopo l’arresto. In Arabia Saudita da settembre 2011 le donne possono votare e candidarsi alle elezioni municipali, ma non possono viaggiare né avere un lavoro retribuito, non possono avere un’istruzione superiore né sposarsi senza l’autorizzazione di un uomo. In Iran, attiviste, giornaliste e blogger sono in carcere perché hanno difeso i diritti delle donne, pubblicato un articolo o rilasciato un’intervista. In Barheintra gli attivisti colpiti per il loro lavoro in difesa dei diritti umani ci sono diverse donne.

In quei paesi in cui nuove autorità sono salite al potere, i diritti delle donne sono messi a rischio da forze politiche che mirano a mantenere  
la loro subordinazione e, in alcuni casi, ad aggravare la discriminazione di genere, come in Tunisia o nell' Egitto del post Mubarak, dove attiviste, studentesse e giornaliste straniere subiscono violenze e molestie sessuali.

Amnesty International Italia, dal 2011, lavora al fianco di queste donne coraggiose perché cessino le violazioni dei loro diritti umani e siano adottate leggi che pongano fine alla discriminazione di genere.

Per continuare in modo efficace questo lavoro, lanciamo la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite sms solidale al 45509 “Io sono la voce”.
Le donazioni ricevute consentiranno ad Amnesty International di proseguire nel 2013 la sua principale campagna globale, sui diritti umani in Medio Oriente e Nordafrica, attraverso il potenziamento delle missioni di ricerca nei paesi della regione, il lancio di campagne su temi o paesi specifici, la promozione di appelli per salvare la vita di persone a rischio di tortura o di morte, le pressioni sulle assemblee incaricate di scrivere le Costituzioni e di adottare leggi per porre fine alla violenza sessuale e formare le forze di polizia al rispetto delle donne.