mercoledì 31 ottobre 2012

Africa: Potere e società, le società segrete.

"il leone che caccia per uccidere, non ruggisce"
(proverbio toucouleur, Senegal)




Le associazioni segrete sono spesso meno segrete di quanto si creda.
Forse, almeno in certi casi, sarebbe più appropriato parlare di "società chiuse" in quanto, se le possibilità di accedervi sono limitate e fortemente regolate attraverso riti iniziatici, i membri che ne fanno parte sono in realtà conosciuti da tutti.
D'altra parte la loro stessa chiusura è selettiva, volta ad esempio all'interno del gruppo sociale di appartenenza ma non ad altri gruppi con i quali si stabiliscono invece alleanze.
Il segreto riguarda piuttosto ciò che si fa all'interno dei luoghi di riunione e le fonti magico-sacrali del potere dell'associazione.
Tuttavia, anche in questo caso, occorre sottolineare che l'efficacia del segreto come fonte del potere dipende proprio dal fatto che l'atto del nascondimento sia noto.
Spesso in realtà del contenuto del segreto può essere molto banale o consistere semplicemente nel fatto che non esiste nessun segreto.
Sovente la maschera è lo strumento attraverso cui associazioni segrete e iniziatiche esercitano il loro potere, sanzionando le trasgressioni alle regole ed esercitando il controllo sociale.
In particolare è uno dei modi attraverso cui gli uomini esercitano la propria autorità sulle donne e sui ragazzi, dando un fondamento extra-umano al loro potere.
Anche in questo caso tuttavia, tutti in realtà sanno chi si cela sotto la maschera e il "segreto" si basa su di un gioco condiviso dalle parti, dove ciascuno "recita" il ruolo a cui è tenuto.





Maschera Poro, Mano (Costa d'Avorio) collezione privata.

Nell'associazione iniziatica Poro che è diffusa tra diverse popolazioni della Sierra Leone, Guinea, Liberia e della Costa d'Avorio ( Mende, Kpelle, Senufo, Mano e Vai ) le maschere hanno un importante ruolo.
Il Poro è un'istituzione che si fa carico dell'iniziazione e della formazione dei giovani che possano trasformarsi in adulti responsabili e in grado di assolvere ai loro doveri sociali.
Le maschere della società intervengono in tutti i momenti salienti della vita comunitaria e oltre che ai riti di iniziazione presenziano ai funerali, alle celebrazioni per la fine del lutto e ai riti agrari.




Maschera Tsesah, Bamilake ( Camerun ), Zurigo, Rietberg Museum.

In alto: Si tratta di un cimitero portato sul capo, con il volto e il corpo poi nascosti da un costume.
Il centro principale di produzione e forse di origine di queste maschere sembra essere il regno bamikele di Bandjoun.
Qui sono usate dai membri della società segreta Msop come strumenti di controllo sociale.
Si esibiscono molto raramente in situazioni rituali ( intronizzazione e funerali ) legate alla figura del sovrano e degli altri dignitari di corte.
Al centro: gli occhi privi della pupilla, donano alla figura un aspetto spettrale; la sua espressività, il fatto che comunque uno sguardo vi sia, deriva dal minaccioso movimento impresso dalla superficie concava e aggettante della sopracciglia.
Come è frequente nell'arte del Grassland camerunese le guance sono gonfie e prominenti, e la bocca aperta a mostrare una gran fila di denti.
In basso: la maschera rappresenta la testa di un ippopotamo che emerge dalle acque, animale che costituisce il "doppio" di un grande dignitario.
La scultura è articolata in due parti: il piano orizzontale della parte inferiore del volto verticale, dato dalla proiezione delle enormi sopracciglia.
La forza della figura risiede nel gioco ritmico di linee e volumi, che mantengono un'unità d'insieme pur nella scomposizione analitica del volto in forme geometriche.