venerdì 21 novembre 2014

I Viaggi di Massimo A. Bocale: Il funerale dei balinesi.



Il Ngaben, il funerale-spettacolo dei balinesi
di Massimo Bocale.




Per i balinesi la cremazione è molto di più di un funerale è un turbine di riti sacri che si raggruppano a elementi della tradizione locale in un evento che raggiunge l’apice con un falò dal sapore antico. Questo rito, che segna il passaggio dalla vita terrena al regno dello spirito, 
è molto elaborato e costoso: spesso le famiglie, per augurare un buon viaggio e calmare lo spirito del caro estinto, dilapidano tutte le proprie ricchezze. Esse sono convinte che se il funerale non si svolge con i riti appropriati, gli spiriti dei defunti potrebbero vendicarsi con carestie, malattie e disgrazie.
 Accompagnati da un cielo bizzarro, tipico dei tropici, seguiamo incuriositi questo straordinario evento comunitario. La processione, che coinvolge centinaia di persone, si snoda lungo l’ampia spiaggia di Kuta, villaggio a sud dell’isola di Bali.





Alla testa del lungo corteo alcune donne, con indosso i vestiti tradizionali più belli, portano in bilico sulla testa elaborate e fantasiose ceste colme di fiori, frutta, bambù e cibo. Sono le offerte da consegnare al sacerdote capo del cerimoniale per la benedizione. Conviene tenerseli buoni gli spiriti con la preghiera e con queste piccole offerte, proferiva un simpatico vecchietto balinese che come noi assisteva l’avvenimento.






Dietro alle donne seguono due enormi tori di cartapesta, uno nero e uno rosso-arancio, entrambi decorati con due ombrellini bianchi e gialli che rappresentano la purezza e la protezione. Seguono, quindi, una dozzina di clown vestiti con una tunica a quadretti bianchi e nero e armati di lancia, i quali anticipano l’arrivo della bade, la torre utilizzata per trasportare i resti mortali del defunto verso il luogo in cui avverrà la cremazione.
Questa sfavillante torre quadrangolare di legno e bambù, alta più di quattro metri viene rivestita con carta dorata e colorata, ed è inoltre ornata con drappi damascati dai vivaci colori.
Sia i tori sia la torre vengono portati a spalla da una trentina di portatori appositamente ingaggiati presso una agenzia specializzata organizzatrice dell’evento.
A questi seguono i parenti, gli amici e quasi tutti gli abitanti del villaggio. Una donna piange, forse è la figlia del defunto.






Raggiunto il luogo della cremazione, il cadavere avvolto in lenzuola bianche viene steso sul bale-balean, una piattaforma che simboleggia il luogo compreso tra la terra e il cielo.
La moglie siede accanto al feretro mentre i sacerdoti, salmodiando preghiere, lo benedicono con oli profumati. Seguono poi le offerte, compreso piccole monetine, dei parenti e amici che il defunto utilizzerà per pagare il tributo al dio degli inferi.
La cerimonia termina al tramonto con la cremazione ed è accompagnata da un’incredibile scenografia teatrale: la danza dei clown e i roghi del bale-balean e dei tori.
Le ceneri saranno poi disperse in mare.






È inutile dire che trovarsi immersi in una simile atmosfera di caotica esultanza è stata per noi un’esperienza che ci ha profondamente colpito ed entusiasmato.