martedì 25 novembre 2014

I Reportage di Massimo A. Bocale: Il gioco infantile in Africa


Il mondo del gioco infantile incanta e seduce e dietro la magia della finzione si sviluppa la capacità di creare, simulare e immaginare situazioni impossibili.

di Massimo Bocale




La capacità dei bambini africani di ideare e costruire giocattoli è sorprendente: basta sfogliare un album di fotografie di qualche attento viaggiatore occidentale per constatare come tutti questi ragazzini usino giocattoli semplicissimi costruiti con materiali poveri o di recupero come bottiglie di plastica, gomma, filo di ferro, lattine ecc. Questi giocattoli sono l’espressione della loro quotidianità e delle esperienze acquisite nell’ambiente in cui vivono: sono, in pratica, il prodotto finale di una fantasia capace di trasformare la funzione delle cose in divertimento.






Il desiderio innato di giocare è un’esigenza che si riscontra da sempre in ogni tipo di società, indifferentemente dall’etnia o dalle fede religiosa professata, mentre quello di dover costruire artigianalmente i propri giocattoli è invece un’esigenza tipica dei bambini poveri del terzo mondo.
Il materiale più diffuso per costruirli è la latta che viene recuperata dai contenitori alimentari ma anche il legno è un elemento molto apprezzato sia per la facile reperibilità sia per la particolare malleabilità e semplicità d’impiego. Vengono, inoltre, utilizzate le fibre vegetali, specialmente dopo la raccolta del miglio, o riciclati con successo filo di ferro, plastica, gomma, tappi e tutto ciò che viene trovato per la strada o nelle discariche.
I bambini del sud del mondo hanno pertanto grandi quantità di materiali poveri a disposizione per fantasticare liberamente e per dar sfogo alla propria immaginazione e creatività. Spesso questi giocattoli, anche se a volte sono molto fragili, hanno il privilegio di procurare tanta gioia e solidarietà di gruppo.






I ragazzi iniziano fin da piccoli ad aiutare i genitori nelle varie attività quotidiane e nelle ore libere dalle occupazioni e responsabilità “adulte” ritornano a essere bambini e a giocare come fanno tutti i giovani del mondo. I giocattoli più apprezzati sono quelli mobili come auto fuoristrada, camion, autobus, moto e biciclette: essi rappresentano, soprattutto agli occhi di quei bimbi che vivono isolati dal resto del mondo, la tecnologia, la prosperità e la modernità.
Se si dovesse rappresentare l’ambiente urbano africano partendo dai giocattoli creati dai bambini, si penserebbe a un paese movimentatissimo, pieno di automezzi di ogni tipo. Ovviamente si tratterebbe di una similitudine alterata. L’Africa è invece l‘esatto contrario, pochi automezzi in circolazione e immensi territori disabitati.




Per i bambini africani l’interesse maggiore non è nella manutenzione e conservazione del giocattolo, bensì nel trovare i materiali giusti e necessari per costruirlo e nell’inventare i diversi modi in cui può essere impiegato. Tutto ciò è indispensabile per gestire, all’interno delle varie società giovanili, la propria personalità e acquisire più prestigio e considerazione in seno al gruppo.
 Osservando il gioco di questi bambini risulta evidente da un lato la mancanza di impianti ricreativi e del superfluo, dall’altro l’ammirevole abilità di creare sempre nuovi giochi e di dare forma al proprio estro e alla propria immaginazione ormai smarrite nella nostra civiltà occidentale amante del prodotto industriale preconfezionato.




Purtroppo a causa delle molte costrizioni causate da guerre, sommosse e calamità naturali molti bambini africani, e soprattutto le bambine, non hanno mai conosciuto quell’atmosfera rilassante data dal gioco e dal divertimento.